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VENDESI Casa indipendente zona Via Ceccaccio a Via Ceccaccio, 04019 Terracina per 120000

VENDESI Casa indipendente zona Via Ceccaccio

  • Prezzo: 120,000€
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VENDESI Appartamento piano terra a Terracina Baia Verde per 200000

VENDESI Appartamento piano terra

  • Prezzo: 200,000€
  • Telefono per contatto: 371 1144425

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Vendesi Locale artigianale in Via delle Industrie a  per 350000

Vendesi Locale artigianale in Via delle Industrie

  • Prezzo: 350,000€
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VENDESI – Via Marconi a Terracina a Via Marconi 04019 Terracina LT per 160000

VENDESI – Via Marconi a Terracina

  • Prezzo: 160,000€
  • Telefono per contatto: 371 1144425

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VENDESI Appartamento – Via Badino Terracina a Via Badino 04019 Terracina LT per 210000

VENDESI Appartamento – Via Badino Terracina

  • Prezzo: 210,000€
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Il Tetto Immobiliare... la chiave del successo
Il Tetto Immobiliare si occupa esclusivamente della compravendita di immobili ubicati a Terracina, sul litorale Pontino, splendido paesaggio incastonato tra le dune di Sabaudia e le bellissime scogliere a picco sul mare di Sperlonga, dove si gode la quiete e la superba vista del territorio roccioso senza rinunciare al profumo della macchia mediterranea e alle vicine spiagge da sogno.
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  • Immobili per privati
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  • Licenze commerciali
I nostri immobili

Attico Via Casalegno a Terracina

Composto da: ampio ingresso, salone con terrazzo a livello, cucina con camino, stanza lavanderia, 3 camere, 2 bagni e balconi abitabili. Term. climat., p/auto. Ape classe G. € 400.000 Trattabili

€ 400.000,00

Attico Via del Porto a Terracina

Composto da : ingr., salone, cucina, disimpegno, 2 camere, 2 bagni, 3 balconi.

€ 220.000,00

Appartamento Via Bottasso a Terracina

Composto da: salone, cucina, 2 camere, bagno, ripostiglio, e balcone. Term. e completamente ristrutturato. Più stanza 20 mq con bagno al p/superiore.

€ 280.000,00

Attico – Via delle Arene a Terracina

Zona Centro, appartamento in piccola palazzina senza condominio Posto al piano rialzato Composto da: soggiorno con angolo cottura, 2 camere, 2 bagni, giardino pavimentato 3 posti auto

€ 200.000,00
Come operiamo
Operiamo da oltre 30 anni nel settore Immobiliare e siamo specializzati nella vendita privata e professionale. View more...
Operiamo nella vendita di appartamementi per privati View more...
Terracina, città di mare ha molte ville e queste a giro vengono poste in vendita. Il Tetto Immobiliare è una delle prime Agenzie ad essere consultata dai venditori vista la nostra serietà e professionalità View more...
Siamo specializzati nella vendita di locali commerciali, sia usati che di nuova costruzione View more...
Siamo specializzati nella vendita di Licenze commerciali, affidarsi a noi assicura un'altissima professionalità sia per il venditore che per il compratore. View more...
La nostra esperienza acquisita ci ha portato negli anni a gestire tutti i tipi di pratiche inerenti la compravendita sia tra privati che tra aziende. View more...

Riqualificazione energetica, la strada per generare valore immobiliare. Tra problemi e potenzialità

Il notaio Valentina Rubertelli, del Consiglio Nazionale del Notariato, ci parla di aste immobiliari, ovvero delle vendite ordinate nell’ambito di procedimenti esecutivi, illustrando le ultime novità e fornendo utili consigli per acquistare una casa con questa modalità e risparmiare sui costi.

Perché una casa va all’asta?

Ci sono tre differenti ragioni per cui un immobile finisce all’asta. La prima riguarda i singoli cittadini: perché quando non si è in grado di pagare uno o più creditori, questi ultimi hanno il diritto di rivalersi sulle sue proprietà. Il secondo caso riguarda le aziende che in caso fallimento vedono alienati i propri beni. Il terzo caso riguarda gli enti pubblici: quando decidono di vendere un immobile devono obbligatoriamente farlo attraverso l’asta che garantisce massima trasparenza.

Quali i tre consigli principali da dare a chi intende comprare la casa all’asta?

Il primo è sicuramente quella di leggere con estrema attenzione la perizia ordinata dal tribunale, e sarebbe ancora meglio farla leggere a un tecnico di fiducia per far verificare la sanabilità di eventuali abusi edilizi. Il secondo riguarda la certezza di avere la copertura economica o di poter accedere ad un mutuo. Il terzo consiglio è di verificare chi siano le persone che abitano la casa e assicurarsi  che nell’avviso di vendita sia prevista la liberazione dell’immobile al momento della aggiudicazione o, al più tardi, della firma del decreto da parte del giudice. La liberazione sarà comunque garantita, in caso di non spontanea iniziativa dell’occupante, mediante l’intervento della forza pubblica.

Come mi documento e quale il modo migliore per cercare una casa all’asta?

Le case all’asta devono essere obbligatoriamente pubblicizzate sia sul web sia su quotidiani cartacei; è il giudice che nell’ordinanza di vendita indica dove. Ci sono quindi siti specializzati, i siti dei Tribunali, il sito del Notariato e, quando entrerà a regime in via obbligatoria, tutte le inserzioni dei Tribunali italiani saranno raccolte su di un unico Portale gestito dal Ministero di Giustizia che, a sua volta, per le foto ed i dettagli del caso, rinvierà ai siti commerciali abilitati alla pubblicità legale. Uno di questi è il Portale delle Vendite Pubbliche Notarili.

Una volta individuata la casa che mi piace quale lo step da seguire?

Una volta individuata la casa bisogna prestare molta attenzione all’avviso di vendita che contiene  l’indicazione del bene posto in vendita, la data, l’ora e il luogo dell’asta, il prezzo base, la misura del rilancio minimo, il termine di presentazione delle offerte, le modalità di vendita (se con o senza incanto, ma ormai quest’ultima modalità è la regola, la prima l’eccezione) ed, infine, il sito internet sul quale è pubblicata la perizia di stima, che costituisce parte integrante del bando di vendita e che descrive dettagliatamente la situazione di fatto e di diritto dell’immobile.

Come viene stabilito il prezzo base d’asta?

Lo stabilisce il perito nominato dal Giudice e lo riporta nella perizia di stima che è pubblicata sul sito internet indicato nell’ordinanza di venita, in omaggio alla massima trasparenza nei confronti del mercato e dei cittadini. Nell’ordinanza di vendita è stabilito anche il rialzo minimo richiesto in sede di gara.

Occorre fare un’offerta pari al prezzo base d’asta o si può offrire di meno?

La base d’asta è quella fissata dal giudice dell’esecuzione sulla base della perizia di stima dell’immobile ed è lo stesso giudice a determinare l’ammontare dei possibili ribassi che il professionista delegato può accettare dopo la prima asta deserta. Attenzione però se si vuole essere sicuri che la propria offerta venga accettata non bisognerà scendere – in fase di offerta in busta chiusa – di oltre il 25% del valore della base d’asta. Infatti, dopo la riforma del 2015 le aste immobiliari– indette dal 27 giugno 2015 – si svolgono quasi esclusivamente con la procedura di “vendita senza incanto” in base alla quale l’offerente presenta la propria offerta in busta chiusa che non sarà considerata efficace se inferiore di oltre 1/4 rispetto al prezzo base indicato nel bando di vendita. Un esempio: se il prezzo stabilito è 100, chi vuole partecipare all’asta dovrà presentare un’offerta pari almeno a 75. Chi presenta un’offerta inferiore, la vedrà dichiarata inefficace.

Decido di partecipare ad un’asta. Qual è l’iter che devo seguire e quali sono i documenti necessari?

Per ogni casa che va all’asta c’è un avviso di vendita dove troviamo tutte le informazioni necessarie per partecipare all’asta. Diffuse sul territorio nazionale vi sono anche numerose associazioni di professionisti delegati (molte sono di notai) che dal 1998 si occupano di questo tipo di attività su delega dei giudici: queste associazioni sono perfettamente strutturate per fornire ogni genere di informazioni di persona o anche tramite loro siti web ricchi di informazioni preziose.

Ma proviamo a riepilogare le cose più importanti da sapere: 1) ogni partecipante dovrà presentare, nel luogo e nei giorni indicati nell’avviso di vendita, un’offerta in busta chiusa e senza segni di riconoscimento, contenente l’indicazione del prezzo offerto e una cauzione fissata nell’avviso di vendita (normalmente il 10% del prezzo a base d’asta) e la fotocopia del proprio documento di identità e codice fiscale, nonché gli altri documenti richiesti nel bando che dovrà essere letto con estrema attenzione; 2) non è ammessa la presentazione dell’offerta in forma anonima, se non dando procura ad un avvocato.

Il debitore esecutato può presentare un’offerta?

No, ma lo potranno fare i suoi parenti.

Come faccio a verificare che quella è la casa che cerco veramente? Posso visitarla prima?

Certamente. Posso chiedere di fare una visita al custode con una semplice domanda on line sul sito del ministero o chiedendo al professionista delegato per la custodia.

È indispensabile visitare l’immobile prima dell’asta anche per rendersi conto di persona di aspetti non menzionati nella perizia (come, ad esempio, il contesto ambientale), e chiedere informazioni su eventuali situazioni pregiudizievoli. Occorre, inoltre, preventivare che al momento del rilascio le condizioni dell’immobile potrebbero essere peggiori rispetto a quelle descritte dalla perizia o riscontrate personalmente durante la visita.

Tutta la documentazione richiesta a chi va poi consegnata?

Tutto va consegnato o direttamente alla cancelleria del tribunale o al professionista delegato dal giudice, il cui indirizzo di studio (o della associazione) è indicato nell’avviso; dal 1998 al 2006 sono stati delegati solo i notai, mentre dal 2006 in avanti possono essere delegati anche commercialisti e avvocati. In alcuni Tribunali viene adottato un sistema di delega mista per la quale all’avvocato viene affidata la consulenza legale al custode, al commercialista il piano di riparto ed al notaio la redazione dell’avviso, la gestione dell’asta (previa raccolta delle offerte) e la predisposizione del decreto di trasferimento da far firmare al giudice.

Il giorno dell’asta posso sperare di aggiudicarmi il bene a un prezzo più basso rispetto ai prezzi di mercato?

La possibilità che il prezzo della base d’asta scenda rappresenta una delle grandi opportunità del sistema delle aste in quanto è possibile acquistare immobili a prezzi vantaggiosi. Con la recente legislazione il giudice ha facoltà di prevedere che a partire dalla 4° asta deserta, il prezzo possa essere abbassato del 50%. Molte giovani coppie oggi comprano casa grazie al mercato delle aste.

Come e in quanto tempo si paga una casa comprata all’asta?

Chi acquista all’asta deve poter disporre velocemente di tutta la cifra (in genere si ha tempo tra i 60 e i 90 gg dalla aggiudicazione). In alternativa può accendere un mutuo ma occorre organizzarsi per tempo e rivolgersi a banche che offrono prodotti specifici per questo genere di acquisti, caratterizzati da regole speciali.

Quanto costa la casa all’asta da un punto di vista fiscale?

Non vi è differenza nelle tasse da pagare, rispetto alla casa che si acquista privatamente: si paga l’imposta di registro secondo le aliquote prima o seconda casa, a seconda se chi compra ha i requisiti; la base di calcolo è rappresentata dal valore catastale (in caso sia più basso del prezzo di aggiudicazione) se si tratta di abitazione e l’aggiudicatario è una persona fisica.

Quali le novità ultime introdotte dalla recente normativa? Si acquisterà con asta telematica?

La legislazione da poco entrata in vigore prevede che entro 90 giorni a partire dal 1° gennaio 2018, per le vendite all’asta che disporranno i giudici delle esecuzioni, sarà obbligatorio prevedere la gestione dell’asta in via esclusivamente telematica o mista. Le offerte saranno inviate telematicamente al portale Unico del Ministero e l’asta gestita da piattaforme software create da società che hanno ottenuto dal ministero l’iscrizione come soggetti abilitati. Dal 7 novembre 2017, la Notartel spa, società del Consiglio Nazionale del Notariato, ha ottenuto questo riconoscimento, anche sulla base di anni di esperienza in questo settore. E’ dal 2013 che il Notariato tiene aste telematiche nel settore immobiliare e, in particolare, delle dismissioni di beni pubblici e in quello delle vendite fallimentari.

La piattaforma del Notariato (detta Rete Aste Notarili –RAN-) , permette di gestire un’asta immobiliare via web collegando i notai italiani e di altri Paesi aderenti all’Unione Internazionale del Notariato. La piattaforma RAN ha l’obiettivo di offrire uno strumento più rapido ed efficace per lo svolgimento delle aste immobiliari, “ampliando” la platea di soggetti potenzialmente interessati all’immobile e, nello stesso tempo, diminuendo i costi per l’acquirente che non si deve spostare fisicamente presso la sede dell’asta, potendo partecipare tramite i notai locali (eventualmente anche di un altro paese) collegati alla piattaforma.

 

Tratto da: Idealista

Antiriciclaggio – Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 25 maggio 2017, n. 90

 

Con la cosiddetta ‘Manovrina’, ovvero il Decreto legge del 24 aprile 2017, che ha lo scopo di ridurre il rapporto deficit/PIL al 2,1%, il Governo ha previsto un graduale aumento delle aliquote IVA, a partire dal 2018. Un aumento che potrebbe avere conseguenze importanti su tutto il settore immobiliare.

Nonostante l’aumento del 3% dell’Iva su beni di largo consumo inizialmente previsto, nel 2018 l’aliquota aumenterà di soli 1,5% punti percentuali (anziché 3), spalmando l’altra metà dei rincari nel 2019 (+0,5%) e nel 2020 (+1%). Per l’aliquota ordinaria del 22% il prelievo crescerà di tre punti come previsto dalle norme attuali, per poi aumentare solo dello 0,4% e non più dello 0,9% l’anno successivo.

Quali sono le conseguenze dell’aumento delle aliquote sull’immobiliare?

Com’è noto, la cessione di fabbricati a uso abitativo da parte delle imprese è per norma generale esente da Iva, con delle eccezioni. In particolare, l’imposta sul valore aggiunto si applica:

– alle cessioni effettuate dalle imprese costruttrici o di ripristino dei fabbricati entro 5 anni dall’ultimazione della costruzione o dell’intervento oppure anche dopo i 5 anni, se il venditore sceglie di assoggettare l’operazione a Iva (scelta che va espressa nell’atto di vendita o nel contratto preliminare);

– alle cessioni di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali, per le quali il venditore sceglie di sottoporre l’operazione a Iva (anche in questo caso, la scelta va espressa nell’atto di vendita o nel contratto preliminare).

In questi casi, l’acquirente dovrà pagare, oltre alle imposte di registro, ipotecaria e catastale:

– l’Iva al 10% per le cessioni e gli atti di costituzione di diritti reali di case di abitazione – anche in corso di costruzione – classificate o classificabili nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9 (cioè, abitazioni non di lusso) qualora non sussistano i requisiti per fruire delle agevolazioni “prima casa” (nel qual caso, sempre se si acquista da un’impresa, con vendita soggetta ad IVA, l’aliquota è ridotta al 4%), ovvero

– l’Iva al 22% per le cessioni e gli atti di costituzione di diritti reali aventi a oggetto immobili classificati o classificabili nelle categorie A/1, A/8 e A/9 (ossia, rispettivamente abitazioni di tipo signorile, ville e castelli, palazzi di pregio storico/artistico).

Effetto su mutui, acquisto di mobili e ristrutturazioni

L’aumento non si ripercuoterà sul valore delle rate del mutuo, poiché si tratta di spesa non soggetta ad IVA ma ad imposte sostitutive. Produrrà invece effetti, oltre che sui prezzi delle case, sui lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione, sull’acquisto di mobili e materiali, sulle parcelle dei notai e degli altri professionisti (su queste ultime, l’IVA, ad esempio, salirebbe al 25%).

Arrivano i primi commenti dal mondo immobiliare

Per Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, la manovra dimostra «la mancanza assoluta di volontà di intervenire sul settore immobiliare» ancora profondamente in crisi, e che necessiterebbe invece di una “cura shock” da punto di vista fiscale.

Secondo l’Ance «per il settore delle costruzioni, in particolare, l’innalzamento dell’aliquota ridotta del 10% colpisce ulteriormente il mercato immobiliare, ad esempio delle seconde case e delle case destinate all’affitto, comprimendo ancor di più le attività di un comparto ancora fortemente in crisi».

 

Tratto da: http://news.wikicasa.it/manovrina-aumento-iva-quali-conseguenze-limmobiliare/

Unione Europea: l’Italia reintroduca tassa sulla prima casa per i più ricchi

 

Classi energetiche edifici

Leggi la nostra tabella con tutte le classi energetiche, i relativi valori e i punteggi per capire qual’è la situazione della tua casa o di quella che stai per comprare!

In Europa, circa il 40% dell’energia totale è dissipata dal settore residenziale e terziario, è per questo che per abbassare i livelli di emissioni nocive si punta al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. A tal proposito, il Decreto Legislativo numero 192 del 2005 stabilisce l’obbligo della certificazione energetica degli edifici attraverso il rilascio di un attestato che fa riferimento a Classi Energetiche.

Le classi Energetiche degli edifici possono essere diverse in base alle disposizioni locali; un modello generale è dato dalla Regione Lombardia, esso vede 8 classi di riferimento conferite in base al fabbisogno di energia primaria che occorre per riscaldare ogni metro quadro di superficie. Il fabbisogno energetico è espresso in chilowattora e si riferisce ad un anno solare. Assegnare le classi energetiche degli edifici prendendo in esame solo il riscaldamento nei periodi invernali può sembrare riduttivo ma c’è da dire che a determinare il fabbisogno energetico richiesto dal riscaldamento di un edificio sono vari fattori: in primis la tipologia dell’impianto di riscaldamento adoperato e a seguire i materiali di costruzione impiegati, gli isolanti, la tipologia di pareti e serramenti che vanno a formare l’involucro dell’edificio.

Per standardizzare le Classi Energetiche vengono utilizzati alcuni indicatori, il cosiddetto E01, ad esempio, è la media aritmetica di tutti i punteggi ottenuti in base alle certificazioni effettuate. Infatti, sulla base dei risultati della classificazione energetica degli edifici, è possibile assegnare un punteggio che va da un minimo di 1 ad un massimo di 10. La classe più performante è la A+, alla quale si attribuisce un punteggio pari a 10, seguita dalle classi A, B, C, D, E, F e G con punteggio pari a zero. Il valore di riferimento medio di un parco edilizio è posto al confine tra le classi D ed E. Il punteggio zero con la corrispettiva classe G, è assegnato quando l’edificio ha un fabbisogno di energia primaria (chilowattora necessari per il riscaldamento), molto elevato; come mostrato dalla tabella, un edificio che consuma per riscaldare un metro quadro di superficie, 350 KWh, acquista un totale di zero punti ed è declassato alla fascia G.

image: https://ideegreen.it/wp-content/uploads/2012/01/classi-energetiche-edifici-ideaGreen.png

Nella tabella: consumi energetici per il riscaldamento invernale (EPH) associato alle classi energetiche e ai punteggi. Le classi energetiche degli edifici danno una grossa indicazione sulle prestazioni energetiche dei locali di riferimento.

Per migliorare la situazione degli edifici del nostro Paese e raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2012, dovremmo partire dall’introduzione di regole omogenee, in tutte le regioni d’Italia, per la certificazione delle classi energetiche e da maggior controlli sugli edifici, con precise sanzioni per chi non rispetta le regole per la progettazione, costruzione e certificazione.

Per accelerare l’impulso verso le classi energetiche più virtuose si potrebbe fissare una metratura limite oltre la quale scatterebbe l’obbligatorietà dei criteri previsti dalle classi A o B.

Read more at https://www.ideegreen.it/le-classi-energetiche-degli-edifici-231.html#0IH2OzUzgq584h1v.99

Previsioni Mercato Immobiliare 2017 – 2020 e lungo termine

In uno scenario di tassi di interesse ancora bassi, mutui più facili da sottoscrivere, tensioni geopolitiche contenute, nel 2017 gli italiani continueranno a cambiare casa. Cambiare perché la fetta più importante del mercato è proprio quella relativa alla sostituzione.
Il 2016 si è chiuso con un bilancio positivo. I dati dell’agenzia delle Entrate evidenziano che nei primi nove mesi c’è stato un incremento medio delle transazioni del 20,3%. Nomisma stima che l’anno passato si sia chiuso con 517.164 transazioni (in aumento del 16,3% sull’anno prima) e ritiene che, se lo scenario si manterrà positivo, il 2017 registrerà 552.602 compravendite in rialzo del 6,9% sul 2016. Più contenuta la crescita nel 2018 e nel 2019, che vedranno rispettivamente 579.751 transazioni (+4,9% a livello annuo) e 612.318 unità compravendute (+5,6%). «Le prospettive sono buone – dice Luca Dondi, direttore generale di Nomisma -. È importante che variabili determinanti non volgano in negativo, dalla situazione geopolitica alla ripresa economica».

Nella Dataviz viene messo in relazione l’andamento dei prezzi dell’oro, dei Btp a 10 anni, dell’inflazione e del mercato azionario nell’arco degli ultimi 15 anni.  Si può selezionare la singola città. Nel secondo grafico in basso invece sono analizzati gli andamenti nelle città delle compravendite in base al prezzo al metro quadro. Premendo l’anno si potrà apprezzare la curva che sale fino al 2005 per poi scendere drasticamente e risalire negli ultimi anni  Andrea Gianotti @andreagianotti 

 

Secondo Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari e da sempre considerato nel settore un “ottimista”, si parla ancora di un “mercatino immobiliare”, i numeri sono ancora piccoli. Perché? «La tassazione è alta, c’è disoccupazione, l’investimento immobiliare è fuori dal radar delle famiglie e della politica» dice Breglia. Non si riescono a innescare domanda di investimento o richiesta speculativa, anche se i prezzi sono bassi. E in più mancano i grandi investitori che all’estero, per esempio in Germania, comprano anche il residenziale. «Servono spinte reali e spinte emotive all’acquisto» conclude Breglia.

 

In questa dataviz invece i prezzi viene illustrato attraverso un numero indici con base cento nel 2010 l’andamento dei prezzi delle comprovendite nelle principali città. Come si vede la crescita si interrompe nel 2008 

 

Driver importante è anche quello dei prezzi. Dal 2007 le abitazioni hanno ceduto il 39,7% del loro valore.
La domanda dinamica e l’offerta che inizia a diminuire, soprattutto sugli immobili di qualità, potrà determinare un’ulteriore contrazione delle tempistiche di vendita e un minore margine di trattativa soprattutto su queste tipologie immobiliari. Il 2016 si è chiuso con quotazioni in lieve calo, ma in alcune grandi città come Milano i valori al metro quadrato iniziano a salire, anche se segnano crescite dell’1-2% al massimo.

 

Tratto da: http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/01/19/previsioni-positive-nel-2017-un-mercato-immobiliare-resta-piccolo/?refresh_ce=1

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